Trattamento acqua circuiti chiusi: guida alla UNI 8065

L'efficienza di un impianto non dipende solo dalla qualità delle macchine, ma soprattutto dalle caratteristiche del fluido termovettore. Ignorare il trattamento dell'acqua nei circuiti chiusi espone lo stabilimento a guasti e cali di rendimento. Scoprite come proteggere i vostri asset termici nel pieno rispetto della normativa UNI 8065.
Eco Therm - Trattamento acqua nei circuiti chiusi uni 8065

I nemici invisibili: corrosione e incrostazioni

Un errore ingegneristico molto comune è considerare l’acqua di rete come un fluido termovettore “pronto all’uso”. In realtà, l’acqua non trattata è ricca di sali disciolti (durezza) e gas (come l’ossigeno), elementi che innescano due reazioni distruttive all’interno delle tubazioni aziendali.

Il primo problema è di natura termica: a temperature elevate, il calcio e il magnesio precipitano formando incrostazioni calcaree sugli scambiatori. Un solo millimetro di deposito calcareo può abbattere l’efficienza di scambio termico di oltre il 10%, costringendo le vostre caldaie a consumare molto più gas per raggiungere il setpoint desiderato.Il secondo problema è strutturale: l’ossigeno disciolto innesca correnti galvaniche e fenomeni di corrosione profonda. L’impianto letteralmente si consuma dall’interno, generando un fango magnetico nero (magnetite) che usura le tenute meccaniche delle pompe e arriva a forare i radiatori o le batterie delle unità di trattamento aria.

La norma UNI 8065: obblighi per gli impianti termici

Dal punto di vista legislativo, il trattamento chimico dell’acqua non è un semplice consiglio tecnico, ma un obbligo di legge. La norma UNI 8065 (nel suo testo consolidato) fissa in modo inequivocabile i parametri chimici e fisici che l’acqua tecnica deve rispettare, sia per gli impianti di riscaldamento che per quelli di raffreddamento.

Per garantire la conformità normativa e proteggere le garanzie dei costruttori, la legislazione richiede di:

  • installare un defangatore (preferibilmente magnetico) per la rimozione continua delle impurità circolanti;
  • inserire sistemi di filtrazione e contatori volumetrici per monitorare l’acqua di reintegro;
  • effettuare un lavaggio chimico completo dell’impianto prima di sostituire i generatori di calore esistenti;
  • dosare specifici condizionanti chimici per stabilizzare il pH e passivare le superfici metalliche.

In caso di guasto a un nuovo generatore (ad esempio, la rottura dello scambiatore di una pompa di calore), il primo controllo effettuato dai centri assistenza riguarda proprio l’analisi dell’acqua: se i parametri escono dai limiti della UNI 8065, la garanzia del produttore decade istantaneamente.

Ripristinare l’efficienza: la pulizia dell’impianto di riscaldamento

Se il vostro stabilimento soffre già di zone fredde, valvole bloccate o frequenti interventi di manutenzione sulle pompe di circolazione, è probabile che il circuito sia ormai saturo di fanghi. In questi casi, il semplice dosaggio di protettivi è inutile.

Prima di qualsiasi aggiornamento tecnologico, diventa fondamentale eseguire una pulizia dell’impianto di riscaldamento attraverso un lavaggio idrodinamico e chimico. Utilizzando pompe ad alta circolazione e prodotti disincrostanti e disperdenti, i tecnici rimuovono anni di accumuli limosi, ripristinando le sezioni di passaggio originali delle tubazioni. Solo a circuito perfettamente pulito e risciacquato ha senso inserire l’acqua nuova addolcita.

Prevenzione attiva permanente con gli inibitori di corrosione

Una volta pulito l’impianto, il mantenimento dei risultati è affidato alla chimica fine. L’inserimento di inibitori di corrosione e prodotti biocidi (fondamentali nei circuiti a bassa temperatura per evitare proliferazioni batteriche o algali) crea un film protettivo microscopico sulle pareti interne dei tubi. Questo trattamento, se monitorato annualmente, congela lo stato dell’impianto, garantendo decenni di funzionamento senza cali prestazionali.

La chimica dell’acqua come garanzia di continuità

Progettare e installare una centrale termica performante è inutile se il fluido vettore la distrugge in pochi anni. Molte aziende subiscono fermi produttivi semplicemente perché, durante l’ultima manutenzione, l’acqua di reintegro non è stata trattata a dovere.

In Eco Therm consideriamo la chimica dell’acqua parte integrante dell’ingegneria impiantistica. Non ci limitiamo a montare i filtri: eseguiamo i prelievi, analizziamo i campioni di laboratorio e calcoliamo i dosaggi esatti degli inibitori in base ai volumi e ai materiali del vostro circuito (acciaio, rame, alluminio). Vi consegniamo un libretto d’impianto ineccepibile e un sistema termico blindato contro la corrosione, tutelando il vostro investimento nel tempo.

Proteggete l’efficienza dei vostri impianti

Evitate costosi fermi macchina causati da un’acqua tecnica non a norma. Assicuratevi che i circuiti del vostro stabilimento siano protetti e certificati.

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